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Introduzione alla Danzarrampicata

4 lezioni, durata 2.00 h, costo a testa 80 euro, minimo 6 persone massimo 10


Danzarrampicata valorizza il gesto corporeo in sé studiando la relazione tra peso, forma e sensazioni. Attraverso un approccio somatico (il corpo ascoltandosi ri-conosce se stesso) al gesto aereo danzato esploriamo la postura e le forze che la determinano e ridefiniscono la verticalità. In posizione eretta il centro della postura cade interno al corpo, camminando o muovendosi nello spazio entriamo in un terreno di gioco dove l’attenzione al gesto e al respiro trasformano il corpo in poesia in movimento.

La Danzarrampicata si rivolge sia a neofiti dell'arrampicata sia ad esperti che cercano in direzioni diverse dal “grado” o dalla prestazione sportiva, a danzatori che si interessano al movimento aereo e a movers che desiderano studiare movimento danzato da una prospettiva differente.


Programma

1. Centro: prima intenzione di ogni forma organizzata, prima necessità biologica di ogni individuo. Scopriamo le basi posturali del corpo umano: esercizi di allineamento per ossa muscoli tessuti connettivi, fascia, tessuti interconnessi e stabilizzatori. Rafforziamo il centro per creare confini sani e abitare il movimento.

2. Nutrimento: Come gestire e coltivare le “batterie” naturali del corpo. Che cosa “nutre” il movimento e anima l’azione?

3. Relazione: esploriamo forme, sensi e percezioni nello spazio e nel tempo. Come le intenzioni nostre e degli altri ci influenzano e guidano il movimento e l’ascolto?

4. Stile: come trovare e riconoscere il proprio movimento? Ognuno di noi ha una sua direzione, un ritmo, un ciclo vitale, una vibrazione, una consistenza, varie tendenze a scivolare o ad aderire...ci soffermiamo a riconoscere il nostro movimento per vederne le forme e sentirne le funzioni.

“Con un gesto noi diamo forma ai nostri corpi, e decifriamo ciò che sarebbe altrimenti incomprensibile”

E. Blechschmidt


“Arrampico per sentirmi in armonia con me stesso, perché vivo l’istante, perché è una forma di espressione etica ed estetica con la quale io posso realizzarmi, perchè ricerco la libertà totale del corpo e dello spirito. E perché mi piace”.

P. Berhault

Un poco di storia. Estratti dalla Tesi di Laurea di Michele Fanni.

Il prolifico connubio tra danza e free climbing, Danse Escalade, nasce in ambito culturale francese intorno alla metà degli anni Ottanta, grazie alla spinta delle rivoluzioni post-sessantottine. La figura di spicco che seguiamo è Patrick Berhault. Negli anni Settanta la Francia vede a Parigi Merce Cunningham, Carolyn Carlson (che vi fonda il Groupe de Recherches Theâtrales de l’Opéra), è un periodo particolarmente vivo e stimolante che vede l’affermarsi di giovani autori che nel tempo diverranno vere e proprie autorità: Maguy Marin (1951), Fraçois Verret (1955), Régine Chopinot (1952), Jean-Claude Gallotta (1953). Si parla per questi artisti di danza d’autore per affermare e sottolineare la loro volontà di rifiuto nei confronti dei condizionamenti tradizionali e il loro intento nel dar vita ad un discorso artistico dalla riconoscibile cifra personale, un idioletto.

Uno dei propositi più interessanti e convincenti di questa stagione della danza francese fu la ricerca della contaminazione con i più diversi linguaggi della scena: Nella contaminazione si attua un processo di svelamento del senso della danza contemporanea e della sua essenza; essa si rivela come medium dell’artista per visualizzare e comunicare una propria visione del mondo, sempre più complessa e densa di elementi, al passo con i tempi e le nuove tecnologie.

Per Eugenio Barba nelle tecniche attoriali, esistono quattro «principi pre-espressivi e trans-culturali» dell’uomo in situazione di rappresentazione che, con la loro energia e la violazione delle leggi di gravità e inerzia, attirano l’attenzione dello spettatore. Il primo principio è quello dell’alterazione dell’equilibrio, ovvero la creazione di un déséquilibre di lusso, come voleva il mimo Etienne Decroux; il secondo è il principio dell’opposizione, per il quale un’azione è energica solo se costruita come associazione, largamente interiorizzata e pressoché danzante, di impulso e controimpulso; il terzo è definibile della semplificazione, cioè dell’omissione dell’azione di alcuni elementi a favore di altri, attraverso la concentrazione di un atto energico in un piccolo spazio o con l’elissi di taluni dettagli; quarto e riassuntivo può essere considerato il principio dello spreco di energia caratteristico dell’attore-danzatore che, operando in ambito extraquotidiano, non utilizza le tecniche quotidiane di comportamento fondate sul minimo sforzo e sulla naturalezza. L’alterazione dell’equilibrio è forse il cardine essenziale su cui ruota l’intero meccanismo di tale disciplina: vi è una profonda volontà di disorientare il pubblico, un attentissimo gioco d’illusioni che confonde la percezione dell’osservatore; basta ricordare come la maggior parte di questi spettacoli sia realizzata su un piano verticale; la compagnia Lezartikal sottolinea continuamente il proprio intento «le sol devient mur, le mur devient sol» . Il ragionevole e consueto senso delle cose lascia posto ad una nuova logica, una prospettiva (anche in senso etimologico) completamente ribaltante del reale.


Link utili:

https://m.youtube.com/watch?v=wIwd2alHiC0&feature=youtu.be

https://m.youtube.com/watch?v=UeHH2vfk0bo

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://danzaericerca.unibo.it/article/download/5954/5677&ved=0ahUKEwiizqTcuY3UAhXIWxoKHX6nDqYQFghYMBA&usg=AFQjCNFt4_bljNymSNZiddR0C-vAQPz-9A&sig2=IuqCPC0AHnbMwkOQTCatuA

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://gognablog.com/wp-content/uploads/2015/03/Fanni-Tesi-DanzaScalata.pdf&ved=0ahUKEwiIx567uo3UAhUCWxQKHYKrBfEQFggdMAA&usg=AFQjCNFLB7zZV8D1PwwGFBHTCFwLfGJgWw&sig2=tkCrO4QHL6buUCjrn6KPFw

 

Benjamin Ibry

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